Cherry Noir, una delle performer burlesque più conosciute ed apprezzate di Maison Milano, si racconta per il suo pubblico. Scoprite di più su questa spettacolare artista!

Cherry Noir, chi sei e cosa fai? “Sono una performer di burlesque, lavoro anche con il fuoco, e, diciamolo, sono una ex ballerina in pensione di danza classica.”

Come mai l’idea della ciliegia? “Innanzitutto è un simbolo classico degli anni ’50 e delle pin up, ed in secondo piano io adoro le ciliegie come frutto, come simbolo, quindi non poteva essere un altro il mio nome!”

Hai cominciato come ballerina, ma come è stato il passaggio al mondo del burlesque? “É stato facile, io ero una ballerina di danza classica e ribelle, tatuata, ed ero già molto inserita nel mondo retrò ed anni ‘50 e nelle feste rockabilly, quindi è stato abbastanza semplice introdurmi in questo mondo […] ero quindi forse anche un po’ troppo fuori dai canoni della danza classica.”

Per quanti anni hai fatto danza classica? “Ho fatto danza classica per 12 anni, ho lasciato a 16 anni dove mi sono presa un periodo di pausa, e verso i 20 anni ho scoperto questo fantastico mondo che è il burlesque.”

Un percorso molto comune, imparare l’arte della danza classica e ritirarla fuori più tardi per fare altro. “Infatti. Ho ripreso tuttora a studiare danza classica al mattino per mantenere la forma, le linee, il portamento e tutto quanto, non più a livelli super ma è comunque un allenamento ottimo.”

Quando hai deciso di studiare danza classica il tuo obbiettivo iniziale era quello di diventare una professionista? “Si, l’obbiettivo iniziale era questo, ho lavorato nei teatri e mi sono goduta la mia carriera, ma sono arrivata ad un punto in cui ho avuto anche problemi di salute che ho però sconfitto e ne sono felicissima!”

Quali sono le tue fonti di ispirazione? “Partiamo dal principio che l’ispirazione arriva da ovunque: dalle allieve, dal lavorare con molte discipline differenti (danza classica, acrobatica aerea…); se parliamo di una persona fisica, è banale ma non potrei non nominare Dita Von Teese.”

I tuoi vestiti, i tuoi accessori: da dove nascono? “Le idee partono da me, dalle mie ispirazioni notturne o durante la guida. Con la mia costumista cerco stoffe, colori e tessuti e si mette in piedi l’idea che ho avuto.”

Per quanto riguarda il fuoco, come è nata questa passione? “Ho sempre avuto questa passione, anche visiva, per il fuoco (nono sono piromane); passavo infatti ore da bambina davanti al camino. Ho iniziato a studiare come artista di strada ed ho proseguito da autodidatta. Adoro il suo mix di dolce ed aggressivo e lo utilizzo spesso nei miei spettacoli.”

E in qualche modo metti in campo anche questa tua apparenza un po’ mediorientale. “Si, ho studiato danza del ventre e dove posso ne fondo dei passi e dei movimenti.”

Quale è stata la tua esibizione peggiore? “Ho avuto un problemino tecnico con la gonna di cui mi si è incastrata la cerniera, ed ho finito il pezzo con gonnellone lungo e copri capezzoli. Stonava un po’ ma secondo me il pubblico non si è accorto di nulla!”

Il tuo rapporto con il pubblico, com’è? “É una cosa che adoro, mi piace tantissimo giocare con il pubblico, anche solo a livello di sguardi; va ringraziato sempre perché senza il pubblico noi saremmo veramente poco. Mi carico anche quando è vicino al palco su cui sto lavorando.”

Dove insegni? “Insegno burlesque in due palestre di Milano, ed è assolutamente una soddisfazione insegnare a queste allieve che hanno voglia di riscoprirsi donne.”

L’età media delle tue allieve? “É circa 40 anni, quindi non ragazzine, e questo è un bene perché sono più consapevoli della loro sensualità e della loro femminilità, ed è più creativo lavorare con persone non più giovanissime.”

Questo è un estratto dalla puntata di Radio Variété dedicata a quest’artista. Ascolta l’intervista completa:

Radio Variété è il programma radiofonico di Attilio Reinhardt e Sara Cassinotti con i protagonisti del nuovo varietà italiano.
Tutte le puntate sono disponibili in podcast su www.radiovariete.it